Grandi esattori e grandi evasori spesso coincidono
Sarebbe sbagliato paragonare le idee dell'opinione pubblica odierna sulla tassazione e "gli evasori" con quelle seicentesche della peste e degli untori. Le nostre idee, infatti, sono molto più grossolane e confuse. E ci rinfacciamo sempre, da decenni, le stesse accuse reciproche, evasori, nullafacenti, parassiti, corrotti. Però qualcosa è cambiato, in quanto le accuse si scambiano in modo più inconcludente e astioso. Eppure basta guardare sul sito del ministero dell'economia le statistiche delle dichiarazioni IVA per capire che al massimo 40.000 aziende , tassando redditi erogati a terzi, nonchè spese per consumi effettuati presso di loro, procurano la maggior parte dei 450 miliardi di euro circa di gettito tributario statale. Gran parte di queste aziende hanno proprietà familiare, e quindi pagano iva e ritenute, compresa questa qua, già abbastanza grossa , la conceria dei fratelli Mastrotto, praticamente una multinazionale, migliaia di dipendenti etc,di cui ognuno può vedere il sito internet implicata nelle frodi carosello di arzignano, ben note, e oggetto di questo articolo sul corriere della sera di qualche giorno fa.. Io la conosco solo dai giornali, però mi pare la classica azienda che alle centinaia di dipendenti faceva le ritenute e che, frodi carosello e nero a parte, dichiarava la maggior parte del volume d'affari..Se questi chiudono, ci sarebbe una parte di volume d'affari che si perde, perchè l'azienda si disorganizza, e tanti dipendenti perdono il lavoro. Alcuni di loro aprono piccole attività autonome , magari piccole concerie, dove la quota di nero sarebbe senza dubbio più elevata. Le dimensioni aziendali diminuiscono, il PIL scende, l'evasione sale, però noi abbiamo lo scalpo dei Mastrotto. Davvero un ottimo contributo alla crescita delle aziende italiane. Dove piccola azienda, trenta dipendenti diciamo, è bello, perchè si nasconde meglio la ricchezza al fisco. E' una conferma della sensazione che anche nei grandi gruppi, dove sicuramente si fanno ritenute e si applica l'IVA registrando quasi tutto, ci sono margini per nascondere una piccola quota al fisco a beneficio del padrone. Insomma, il capitalismo familiare italiano sente la voce del fisco attraverso la gazzetta ufficiale, ma sente anche la voce del padrone, che fa fermare la tassazione quando si tratta di lui. E' verosimile che questo scenario "nessun impiccio meno che per la quota del padrone" riguardi molte delle circa 40 mila aziende da cui arriva la maggior parte del gettito, e che io chiamo i moderni esattori del fisco. Il paradosso è quindi che, al tempo stesso, un grande esattore su certe ricchezze è anche un grande evasore di ricchezze nascoste a beneficio del padrone. UDITE UDITE SPESSO SONO I GRANDI EVASORI, CON UNA EVASIONE RELATIVAMENTE PICCOLA RISPETTO AL GIRO D'AFFATI, CHE CHIEDONO LE IMPOSTE. Magari l'evasione in assoluto è NOTEVOLE, ma rispetto al giro d'affari è poca.
PS Mi pare poi , stando alla lettura delle notizie giornalistiche , che la contestazione sul monitoraggio fiscale sia quantomeno grottesca, perchè i tipi avevano messo il gruppo sotto una lussemburghese che loro possedevano attraverso un trust ...disconoscendo il trust la lussemburghese è stata loro attribuita personalmente, e quindi violazione del quadro rw...rispetto alla ratio del monitoraggio, relativo ai capitali esteri che danno un frutto, è di un formalismo aberrante. Perchè la ricchezza restava sempre italiana... Vedremo di approfondire con altri articoli in proposito.
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