Il sistema riempie i vuoti lasciati dalla teoria (ma come?)
L'allegato articolo di carlo de benedetti sulla tassazione patrimoniale non dovrebbe essere oggetto di commenti in sè, perchè non è ne giusto nè sbagliato, ma emblematico della mancanza di una cornice generale della tassazione, in assenza della quale tutti si sentono autorizzati a parlare di tributi. Gli esperti dei tributi, invece di lasciarsi andare a reazioni come quelle di Nanni Moretti a proposito del cinema, devono riflettere che in ogni materia le credibilità, le primogeniture nei commenti, nelle analisi, bisogna meritarsele.
Se gli studiosi della tassazione non parlano dei problemi reali della tassazione patrimoniale, per cui non funzionano le banche dati della fiscalita` ‘‘analitico aziendale’’, alimentate dalle aziende eroganti, Se gli studiosi della tassazione non fanno presente che il patrimonio è un "oggetto misterioso", ormai "a valle" del circuito delle attivita` produttive e delle informazioni che vi circolano, la diversa determinabilità della capacità economica individuale non può essere certo recepita da interventi degli esponenti della società civile. L'autore dell'articolo in questione è un "tipo ideale" di lettore per gli studiosi della tassazione, un tipico esponente di quella "opinione pubblica informata" , di quegli opinion makers, che dovrebbero leggere la teoria della tassazione. In assenza di una teoria della tassaizone, è del tutto normale che questi opinion makers, cerchino di scriverla in prima persona, con tutte le improvvisazioni e approssimazioni che ciò comporta, se non altro perchè si occupano di tassazione a tempo perso. Ed è altresì sintomatico di questa incapacità degli studiosi della tassazione di parlare all'opinione pubblica che commenti sensati alla proposta in esame vengano da un intelligente giornalista , come oscar giannino, mentre i tributaristi parlano di imperfezioni normative, di casi limite, di "arresti giurisprudenziali", di litisconsorzio necessario, di conferimenti bisospensivi, di "esercizi a cavallo", di metodo della ventilazione, di "carichi pendenti" (qui non sapete neppure voi a cosa mi riferisco eh...) e di norme che recitano, di improbabili modifiche di dettaglio, per trasformare una legislazione sconclusionata in un codice altrettanto sconclusionato (ma ne riparleremo).
Per ora osserviamo che in questo modo la teoria progressivamente si autoemargina in una torre d'avorio, inutile e autoreferenziale. E i suoi spazi sono riempiti, giustamente, come può , da chi capita, e nel modo che di volta in volta capita.
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