Landini "gli onesti" e l'evasione fiscale
Mi è piaciuto come Landini ha precisato l'affermazione che gli era stata attribuita secondo cui "il governo non aveva il consenso degli onesti". Non conosco personalmente Landini però mi è piaciuto come ha parlato schietto, precisando di "aver detto una cavolata", dopodichè si è messo a fare considerazioni di sostanza sull'evasione fiscale. Cioè le considerazioni che fanno, con varie sfumature, tutti gli esponenti della classe dirigente di questo paese, eccettuati i professori di diritto tributario. Landini alludeva appunto ai lavoratori dipendenti che hanno la ritenuta, non possono sfuggire al fisco etc. etc., dicendo che "pagano, ma non decidono": Landini lasciava intravedere, sullo sfondo, un potere oscuro che non paga le tasse, ma prende le decisioni. Insomma, legittimamente Landini ha fatto un uso anche politico di quell'enorme punto interrogativo , per la classe dirigente italiana, rappresentato dall'evasione fiscale. Dove ognuno giustamente apre bocca e fa le considerazioni sensate che gli vengono in mente , dandosi come parametro le altre considerazioni che ascolta. A me non pare che esista una lobby decisoria di imprecisati "poteri forti" che non pagano le tasse , salva qualche episodica residenza svizzera di alti dirigenti industriali, che comunque è alla luce del sole. Però , dal punto di vista dei suoi iscritti e di gran parte dell'opinione pubblica, Landini ha soltanto dato una verosimile versione "pro domo sua" di quel grande buco nero mediatico esistente sul tema. Lo ha fatto in modo legittimo e credibile, anche se probabilmente inesatto, ma molto meno inesatto di quello con cui il giornalista Rondolino gli ha ribattuto, come se fossero stime della banca mondiale e dell'Istat, che l'evasione è un terzo nel lavoro nero, un terzo nelle multinazionali, un terzo nell'economia criminale e solo per il 5 percento presso piccoli commercianti e artigiani. E' una balla raccolta da un fantomatico sito chiamato "contribuenti.it" lanciato da un commercialista napoletano che vale la pena di andare a vedere. Per farsi una idea su dove siamo arrivati a forza di avere una società senza poli di aggregazione e punti di riferimento in materia di determinazione dei tributi. Il posto dell'accademia dei tributaristi lo prende chi capita. Del resto alla fine ogni categoria, compresa l'accademia del diritto tributario ed i giuristi in generale, ha la credibilità che riesce a raccogliere.
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