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un "raggio di sole" formativo, nell'informazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

L'informazione non può sostituire la formazione, ma può contribuirvi: è chiaro che quando si deve uscire tutti i giorni su un quotidiano, non si possono inseguire aspirazioni sistematiche, perchè bisogna fare in fretta. Però si possono  coniugare felicemente  i due obiettivi, come sul sole di oggi in 

questo pezzo di Antonio Iorio , che riesce a parlare di banche dati  del fisco e di anagrafe dei conti , cogliendo però anche lo spunto per finalizzarla alla tassazione attraverso le aziende, alla scoperta di ricchezza non registrata, distinguendola dall'evasione interpretativa, dalla rielaborazione giuridica di  circostanze registrate o comunque palesi. In questo modo si dà la notizia, o si commenta il contingente, ma al tempo stesso si contribuisce anche, piano piano, a una chiave di lettura, che resterà, ed aiuterà la capacità di riflessione dell'opinione pubblica. Informazione va bene, ma con pillole di formazione, che possono essere anche implicite , nel modo in cui si pre-suppongono le sensazioni del lettore, sulla mera informazione. L'importante è non dare una notizia in modo da scassare le chiavi di lettura che il lettore si stava formando del sistema. In questo modo l'informazione diventa formazione, senza pedanteria, senza appesantimenti, con qualche flash che però -giorno dopo giorno- costruisce piano piano una cultura (nel nostro caso sulla determinazione della ricchezza ai fini tributari). 

Il Sole-24 Ore - 2013-03-15 - Pag. 19

Tanti dati da usare contro i veri evasori 

Antonio Iorio

La possibilità per l'amministrazione di disporre dei saldi dei conti dei contribuenti incrementa le informazioni a disposizione dell'anagrafe tributaria e quindi, in ultima istanza, le possibilità di contrastare concretamente l'evasione fiscale. Questa ulteriore potestà è tra quelle che maggiormente incidono nella sfera privata, non perché l'amministrazione non potesse già in passato esaminare i conti dei contribuenti ma perché tale attività ispettiva seguiva in genere il controllo. Ora, invece, la consultazione dei conti si inserisce nella fase precedente il controllo: la selezione.
L'entità del sedicente sommerso giustifica tali nuovi poteri. Va però evidenziato che, ormai da vari anni, la lotta all'evasione è caratterizzata dal continuo incremento delle potenzialità dell'amministrazione in termini sia di poteri normativi e dati.
Ogni volta, peraltro, viene attribuito al nuovo "potere" assegnato al fisco, almeno mediaticamente, una valenza risolutiva nella lotta all'evasione. In realtà, al di là dei numeri, l'impressione è che, in molti casi, l'attenzione degli uffici sia quasi esclusivamente rivolta alla "evasione interpretativa": cioè fattispecie che appaiono oggi di dubbia legittimità ma che, al momento in cui sono state poste in essere, erano pienamente legittime. Per il contrasto di queste irregolarità (posto che siano tali) non servono particolari strumenti di indagine, anche perché, in genere, colpiscono le imprese che maggiormente versano imposte e assumono lavoratori. Vi è da sperare che con queste nuove informazioni l'attenzione, e la deterrenza, si rivolga anche nei confronti di chi, sotto gli occhi di tutti, opera in evasione di imposta.
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