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Non chiamateli furbetti..presidente ci dica come dovremmo chiamarli PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

Quando c'è un problema sociale importante, è bene chiamarlo così, perchè la ricchezza non registrata effettivamente è tanta. Se però le metafore sono troppo forti finiscono per lacerare la società facendo dell'evasione un alibi rispetto agli sprechi, alla disorganizzazione dell'intervento pubblico, compreso quello

nella determinazione della ricchezza ai fini tributari da parte degli uffici amministrativi. Lla campagna di violenza verbale del presidente del consiglio prosegue dicendo che nei programmi RAI non bisognava chiamare gli evasori "furbetti". Prima di tutto bastava guardare uno dei  TG o dei servizi incriminati (li vedo da anni e sono tutti uguali)  per contestualizzare l'espressione e capirne l'uso in senso assolutamente negativo e dispregiativo, contrapposto ai "contribuenti onesti". E poi presidente del consiglio non ci dice quale espressione avrebbe usato per rendere l'idea,  nel corso di un servizio di sessanta secondi!  Dovevamo chiamarli Serial killer? Rapinatori? Spacciatori di droga anzichè di Gelato e di magliette?. Come se l'idraulico che ci ripara il rubinetto senza fattura fosse un criminale come lo scassinatore che ci svaligia casa? 

Questa ansia da capro espiatorio è un altro scivolone sul piano della comunicazione, dopo tanti che abbiamo annotato in precedenza, dall'inizio di quest'anno. E' la conferma di un'ansia goffa di additare un colpevole, senza saper spiegare in concetti semplici, efficaci e sereni alcuni concetti di base dell'organizzazione sociale e della tassazione, che indichiamo in questi siti. Se "imposte" sono imposte perchè qualcuno "le impone", e se nessuno si presenta a chiederle, dove le aziende non arrivano, non ci si deve stupire di una elevata evasione. La richiesta delle imposte con la gazzetta ufficiale, e  in televisione , va bene, porta anche gettito, ma è un surrogato ..ma se non sai controllare il territorio, se non sai determinare la ricchezza dove le aziende non arrivano, colpevolizzare i gelatai (siamo d'estate e non parliamo di pasticceri) , lacera inutilmente il tessuto sociale, per qualche dollaro in più, forse non ne vale la pena..se no pare che vogliamo la loro pelle, non solo i loro soldi...e questo non aiuta la coesione sociale...anche perchè tutti i creatori di ricchezza , di "crescita", sono "potenziali evasori". Chi la crea li ricchezza in un paese di marescialli e di bidelli? Ci ha mai pensato il presidente del consiglio?

 

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