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Home Tasse tra politica e tecnica Evasori e ladri: ma i soldi che guadagnamo sono prima dello stato e poi nostri?
Evasori e ladri: ma i soldi che guadagnamo sono prima dello stato e poi nostri? PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

Le riflessioni sull'evasione fiscale sono sempre opportune, e dimostrano che si tratta della principale preoccupazione della pubblica opinione, nonostante il disinteresse dei professori-avvocati,  

come indicato in questo post . E' quindi bene che ne parli stefano livadiotti, nel suo ultimo libro intitolato "Ladri" , espressione che richiama alcuni precedenti post di questo sito. E' del tutto legittimo che il libro si trasformi in una specie di atto di accusa sul "partito degli evasori", che a mio avviso non esiste, mentre ci sono solo diverse sfumature nel confrontarsi sul problema. C'è la sfumatura "indignata" stile Visco, che finisce per sanzionare questa Gelataia di Olbia per un euro e mezzo, e per perdere le elezioni, e c'è la sfumatura comprensiva, stile Berlusconi Tremonti, che fa provvedimenti antievasione (è stato tremonti nel 2011 ad abbassare le soglie per la punibilità dell'evasione , finendo per tirare dentro, forse, anche la gelataia di olbia nel caso di un eventuale accertamento).

Non c'è però nessuno che cerca di "fare consenso" invitando all'evasione fiscale. Ci sono solo toni di critica più o meno alti. Sul piano della comunicazione e del consenso politico complessivo, lo stile Berlusconian-Tremontiano, che ritroviamo per certi versi in questo post sull'evasione di sopravvivenza di Fassina è vincente. Anche se gli autonomi sono meno numerosi dei dipendenti, il consenso perduto presso di loro con le acide rampogne antievasione supera quello acquisito presso i dipendenti, ed anzi provoca perdite pure lì, perchè gli operai , gli impiegati e le classi impoverite non si consolano certo quando gli porti lo scalpo di un pasticcere. Allora si alza il tiro verso i "grandi evasori" che hanno un solo difetto ..non esistono, sono difficilissimi da trovare o comunque hanno solo valore simbolico. Perchè il grosso della ricchezza non registrata è diffuso dove le organizzazioni aziendali non arrivano (o nel portafoglio dei loro padroni, ma il valore è più che altro simbolico, anche se evadono tanto, perchè sono poco numerosi). Allora la spasmodica ricerca dei grandi evasori si sfoga sulle contestazioni interpretative a quello che le aziende dichiarano , contribuendo al deserto industriale di questo paese, secondo lo schema "se il pasticcere è un ladro (dal titolo del libro di Livadiotti) allora figuriamoci la ferrero, che è vista dalla pubblica opinione come un "grande pasticcere". Mi soffermo sul concetto di "Ladro", e le sue implicazioni filosofiche a partire da "usa i servizi pubblici e non paga: ma gli evasori totali non esistono in quanto un pò di tasse le pagano tutti, se fanno la spesa al supermercato, pagano gas e luce, fanno benzina, etc. C'è una implicazione più profonda, ed un interrogativo filosofico : i soldi che guadagno col sudore della fronte , come pasticcere,come elettricista, o anche come bancario, sono prima dello stato e solo dopo che ho pagato IVA, Irpef e contributi sociali  diventano miei? In caso contrario, se i soldi sono "Miei dall'origine", perchè il credito da cui derivano è frutto  del mio lavoro, posso essere "ladro di me stesso"? Non mi interessa la risposta, anche perchè probabilmente c'è del vero in entrambe le possibili risposte. Quando invece si tratta di ritenute fiscali ai dipendenti o di frodi carosello IVA, il titolo di Livadiotti "ci sta" di più...ma ne riparleremo. Comunque l'evasione fiscale è più una disorganizzazione pubblica (come tante altre in materia sanitaria, ambientale, educativa, infrastrutturale, etc) di una perversione privata, ed anzi la ricchezza dichiarata -dove non arrivano le aziende- è sorprendentemente alta (nonostante l'evasione) rispetto al livello di intervento da parte del fisco. 

 

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