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Home Tasse tra politica e tecnica Evasione fiscale: se ne occupano tutti eccetto i professori
Evasione fiscale: se ne occupano tutti eccetto i professori PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

E' passato oltre un anno da quanto, il 29 novembre 2012 alle 16,00 al Cnel, Viale Lubin, è stato presentato  il libro di Dino Pesole,  "Il salasso", edito  da castelvecchi dedicato all'evasione fiscale e all'eccesso di pressione fiscale. Era l'ennesimo tentativo di analizzare le sperequazioni  sociali involontarie che ruotano attorno alla determinazione della ricchezza ai fini tributari. Un elenco dei volumi sul tema è molto lungo, a partire

dagli Artigiani di Mestre, dove Giuseppe Bortolussi con Evasori  d'Italia , Sperling & Kupfer , 2012, che riprende il precedente Tassati e Mazziati, del 2011,  Roberto Ippolito, Evasori, Chicome quanto, l’inchiesta sull’evasione fiscale, Bompiani, 2008; Faieta, Grandi Evasori, Editori Riuniti, 2010; Bruno  Tinti, La rivoluzione delle Tasse, 2012; Giuseppe Pignataro, Che propone una "tassa d'equilibrio per abbattere il debito", in  Riequilibrio e Rilancio, Sole 24 ore 2011; Leonardo Facco, Elogio dell’evasore fiscale, Aliberti editore, 2009; Oscar Giannino, Contro le Tasse, Mondadori, 2007;  Johannes Buckler, Pseudonimo di ignoto redattore di un allegato al corriere della sera del 2011, sintesi di una serie dei principali luoghi comuni sull’evasione fiscale; Delzio, Lotta di tasse. Idee e provocazioni per una «giustizia fiscale», Rubbettino, 2012; Ricolfi, La Repubblica delle tasse. Perché l'Italia non cresce più, Rizzoli, 2011, Roberto  Petrini, L'imbroglio fiscale, Laterza, 2005; Leccese, Le basi morali dell'evasione fiscale, Armando editore, 2008; Ferrero, Bauduin, Falletti, L' economia sommersa e lo scandalo dell'evasione fiscale, ediesse 2012; Ferrari-Randisi, Psicologia fiscale, Raffaello Cortina editore, 2011, Giuseppe Incarnato, Evasione fiscale. Parola alla difesa!, editore  Lampi di Stampa, Ottobre 2012, pag.288; Evasopoli. Dossier sull'evasione fiscale, Ares, Editore: Malatempora; Luglio 2008, Ruffini, L'evasione fiscale spiegata a un evasore, 2013, Pesole, Il salasso, con cui avevamo iniziato il post; basta battere su una libreria Online le parole "evasione fiscale" e viene fuori di tutto, salvo chiedersi dove sia, in questa panoramica , la comunità scientifica del diritto tributario. Riesce soltanto a ricordarci che le tasse servono  alle spese pubbliche, come Franco Gallo in Le ragioni del fisco, Il Mulino, 2008...meno male, noi pensavamo che servissero  ai SUV di Fiorito e alle tangenti....Oppure ci ricorda che il senso civico è importante , come fa Fichera con "Le belle tasse", oppure pontifica su tutto e su niente come Boria ne "Lo stato impossibile". Insomma, i professori  trascurano clamorosamente il problema che tutti gli altri  intuiscono , pur girandoci attorno, cioè la diversa determinabilità della ricchezza ai fini tributari. A conferma che i problemi del diritto tributario nascono da una accademia incapace di fare da guida alla classe dirigente, e non perchè pensi cose sbagliate nel merito. Il problema è che, appiattendosi sul commento ai "materiali normativi", ha perso la capacità di pensare, articolando le sue forme di comunicazione al di sotto del livello dei suoi potenziali lettori, delle classi dirigenti e della pubblica opinione. Che quindi "fa da sola". Tanto è vero  che alla presentazione del libro di Pesole sono andati  Vittorio Grilli, Giuliano Amato, Attilio Befera. Mi fecero dire due parole in chiusura, visto che l'autore aveva dedicato un paragrafo alle mie idee della tassazione attraverso le aziende. E' stata la prima occasione per dire una cosa che sto ripetendo spesso, cioè che sulle questioni tributarie italiane, l'accademia è il problema, non la soluzione. Ah era iintervenuto anche il professor fichera,a proposito del libro "le belle tasse" (Einaudi, 2011), col solito "refrain" , che ah gli italiani sono disonesti, bisogna educarli da bambini, andando a questo scopo per le scuole a distribuire caramelle, che poi diventano "tasse"...Visto il contesto potrebbe definirsi una spiegazione "puerile", decidete voi il senso...E questo è il meglio che dà la comunità scientifica al problema che, nel settore, sta squassando la società italiana, le cui classi dirigenti -come appena detto- cercano di fare da sole. Senza l'aiuto di studiosi dedicati, cercando di riflettere senza un punto di aggregazione, la pubblica opinione e le classi dirigenti rimangono  però sempre al punto di partenza.  Lacerate in un disorietamento e in una polemica che non dipendono dal fantomatico legislatore e dagli "uomini di potere", ma da inadeguatezze, soprattutto metodologiche, di quelli che dovrebbero essere gli "uomini di sapere". 

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