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Home L’evasione degli autonomi "Evasori Ladri", bagaglio culturale e polemica politica
"Evasori Ladri", bagaglio culturale e polemica politica PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

Travaglio ha appena alluso agli "evasori ladri" , e Dario Stevanato ha giustamente osservato le erroneità dell'accostamento, come se milioni di piccoli commercianti e artigiani fossero una specie di "nemici del popolo". Le frasi di Travaglio vanno contro un mainstream culturale insofferente per le tasse ormai giustamente  dominante. La pubblica opinione sta  infatti capendo che

l'evasione non è "perversione privata", quanto disfunzione pubblica nella richiesta delle imposte. Però siccome travaglio, livadiotti, ippolito e altri sono persone intelligenti, e le loro frasi hanno un filo conduttore, cerchiamo di capirne il retroterra cultuale. Al fondo c'è una idea diffusa di onnipotenza della legislazione, come se fosse un moderno feticcio, attraverso cui la buona politica potrebbe fare qualsiasi cosa. Dietro la formazione umanistica di travaglio, per quanto ho  capito su internet, c'è un diffuso retropensiero , ricorrente nel circuito politico -mediatico-giurdiziario. I postulati sono "la legge è onnipotente", quindi anche la politica attraverso di lei, ed il magistrato è il suo  profeta, che brandisce lo spadone della Gazzetta Ufficiale contro i pezzi di realtà che funzionano diversamente. Nel frattempo il potere mediatico spinge la politica sulla retta via legislativa,  concentrando tutta la sua onnipotenza contro gli evasori , come il "vento divino" kamikaze disperse la flotta mongola. Le accuse di Travaglio non sono quindi contro alcuni milioni  di parrucchieri, pasticceri, trasportatori e idraulici, ma contro una politica che, secondo il suddetto bagaglio culturale, avrebbe gli strumenti per eliminare il problema e non lo fa. Inoltre "gli evasori" (come moderni untori) sono il capro espiatorio e il diversivo usato dal blocco burocratico-sindacale per allontanare l'attenzione dal clamoroso fallimento della macchina pubblica. Ma a questo Travaglio non arriva, non ha questo interesse corporativo. Sconta solo una idea dirigistica della legge e del circuito "potere mediatico"-"potere giudiziario" , "potere politico".  

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