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Il fisco senza testa farnetica ancora sul contrasto di interessi PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

La mancanza di un punto di riferimento teorico spinge le istituzioni  e gli organi professionali a spiegarsi da soli, nei ritagli  di tempo, il malessere fiscale che gira per l'Italia, e anche eutekne escogita ipotesi di  progettualità e ricasca nelle  sirene del contrasto di interessi già commentate qui. Senza una teoria dell'evasione fiscale, assente  

 nei manuali di legislazione fiscale, redatti da un'accademia appiattita su insensati sproloqui di "materiali  normativi",  le organizzazioni professionali si arrangiano in modo  estemporaneo. Le proposte sul contrasto di  interessi sono  palesemente sbagliate , ma un senso ce l'hanno..eccovi qui l'ennesima proposta da eutekne. Che dire? Se i professori pubblicano il nulla, cioè sproloqui  senza senso di materiali parafrasati, allora ogni discorso sensato va bene..anche se erroneo. Brava Eutekne, Bravo Longobardi, ovviamente non sono d'accordo, nessuno che abbia riflettuto sul tema, è d'accordo...ma almeno  ci capiamo. E fate bene, se i professori  non hanno nulla da dire, salve prolisse complicazioni di questioni semplici, ogni ragionamento va bene. 

Ecco qui l'articolo di eutekne, linkato sopra

LOTTA ALL'EVASIONE
Più detrazioni e deduzioni per ridurre l’evasione fiscale
Questa l’opzione più gradita a coloro i quali hanno partecipato al nostro sondaggio sullo strumento più efficace per combattere l’evasione
/ Savino GALLO    SHARE
/ Sabato 19 maggio 2012STAMPAINVIA
Seguire la logica del “contrasto di interessi”, dando ai contribuenti maggiori possibilità di detrarre e dedurre le spese sostenute, rappresenta lo strumento più efficace per abbattere l’evasione fiscale. A pensarla così sono circa 1200 tra commercialisti, amministrativi d’azienda, esperti del settore e altri operati, ovvero poco meno della metà di coloro i quali hanno partecipato al sondaggio promosso da Eutekne.info.
Lo scorso 4 maggio, chiedevamo ai nostri utenti: “Qual è oggi lo strumento più efficace per ridurre l’evasione fiscale?” Ebbene, il 46% delle oltre 2500 persone che hanno risposto crede che l’implementazione di meccanismi premiali, quali appunto la deducibilità dal reddito o la detraibilità dall’imposta delle spese sostenute, sia l’azione più incisiva per contrastare l’evasione.
Il 34,1% del campione considerato, invece, è convinto che l’evasione vada combattuta innanzitutto abbassando la pressione fiscale, che ha già raggiunto livelli record con le ultime manovre varate dal Governo ed è destinata ad aumentare con l’arrivo dell’IMU e l’aumento, dal 21 al 23%, dell’aliquota IVA.
Più staccate le due opzioni rimanenti. Il 16,7% dei partecipanti al sondaggio ritiene che vada applicata una tassa sul contante, ovvero una forma di prelievo fiscale alla fonte su tutti i versamenti e prelevamenti bancari effettuati in contanti, in modo tale da eliminare la convenienza dei pagamenti in nero. Mentre solo il 3,2% crede che per ridurre l’evasione andrebbero inasprite le sanzioni.
“Mi trovo assolutamente d’accordo – ha commentato Gerardo Longobardi, Presidente dell’ODCEC di Roma – con coloro i quali credono che una più incisiva lotta all’evasione fiscale passi anche attraverso l’ampliamento delle possibilità, in capo ai contribuenti, di dedurre e detrarre le spese sostenute. La logica del cosiddetto «contrasto di interessi», però, va necessariamente accompagnata da un cambiamento culturale sulle modalità di pagamento. In Italia, a differenza di altri Paesi, la maggior parte dei pagamenti si fa ancora in contanti, che rimane il metodo migliore per poter evadere le tasse. Bisognerebbe, dunque, studiare un sistema premiale per indurre i cittadini a pagare attraverso metodi tracciabili, concedendo, ad esempio, le possibilità di detrazione e deduzione solo a chi utilizza carte di credito o debito. Questo renderebbe il sistema fiscale più semplice non solo per l’Amministrazione finanziaria, ma anche per i cittadini, che non si troverebbero più costretti ad inviare documenti di ogni genere al Fisco. Un sistema da cui trarrebbero beneficio anche i commercialisti, che chiedono solo di poter avere una vita privata meno inquinata da migliaia di adempimenti, che li costringono a lavorare praticamente ogni giorno dell’anno”.
Sulle stesse posizioni anche il Presidente dell’ODCEC di Napoli, Achille Coppola, in linea con chi ritiene che ampliare la possibilità di detrazione e deduzione delle spese possa essere “importante per combattere l’evasione fiscale”. Possibilità che andrebbe “necessariamente collegata ai pagamenti effettuati solo con metodi tracciabili, in caso contrario l’organizzazione del sistema contabile, per l’Amministrazione finanziaria, diventerebbe impossibile”. L’abbattimento dell’evasione, però, secondo Coppola, passa anche attraverso una più efficace azione di contrasto alla corruzione nella Pubblica Amministrazione: “Posto che anche quella è evasione fiscale, perché la «mazzetta» non si va di certo a dichiarare al Fisco, la corruzione genera un ulteriore danno alla Stato, che per acquisire determinati servizi si troverà costretto a pagarli il doppio. Stando agli ultimi dati aggregati, la corruzione nella Pubblica Amministrazione costa ai contribuenti circa 200 miliardi. Basterebbe un’azione più ferma e decisa in questa direzione per poter recuperare sin da subito almeno 50 miliardi. Un’azione che risulterà efficace solo se si inizierà a combattere seriamente la burocrazia, fattore principale che alimenta la corruzione. Ecco perché sarebbe estremamente importante l’istituzione di un’Agenzia delle Uscite, in ossequio alla logica del «dare-avere», che dovrebbe sempre caratterizzare il rapporto tra Stato e cittadini”

Commenti

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Spiace leggere, pur da fonti autorevoli, preparate e spesso sensate, che l'evasione si contrasti con l'incremento dello "scarico" della fattura, dello scontrino. Vediamo di parlare in termini semplici. Quando andate dal medico, quando curate il cane, quando muore il nonno, etc... il fisco vi consente di scaricarvi una quota del costo...lo fa perché ritiene di concedere un sussidio fiscale ritenuto meritevole in funzione del servizio richiesto dal cittadino. In pratica, c'è un concorso dello Stato nella spesa. Così accade in ogni Paese occidentale. Spesa più, spesa meno. Va escluso che lo Stato abbia previsto ciò perché così segnalate il medico, il veterinario, l'impresa funebre etc... Perché in realtà non segnalate nulla. Già quando compilate la vostra dichiarazione dei redditi non riportate il codice fiscale di chi vi ha fatto la prestazione o ceduto il bene: se allora non viene segnalato a che serve? Voi vi scaricate il costo, lui forse dichiara il corrispettivo incassato ma non v'è certezza. Se non lo dichiara il fisco ci perde...lui non dichiara e voi scaricate, cioé si alimenta l'evasione. Allora bisognerebbe che nella dichiarazione dei redditi fosse obbligatorio l'inserimento del codice fiscale di chi ha emesso il documento....Ma quei dati non debbono rimanere sulla carta, vanno centralizzati nell'Anagrafe Tributaria....chi trasmette i codici fiscali che dovete certosinamente riportare nella dichiarazione dei redditi? Qualcuno direbbe: con internet potremmo farlo noi...Verissimo, quanti usano internet costantemente e quale é l'età media del contribuente ed il suo grado di informatizzazio ne? Allora ci si deve recare dal caf, dal commercialista....che non lo fanno gratis..... Pensate all'incremento di adempimenti e di costi....E' allora evidente che questo sistema potrebbe funzionare solo a fronte di spese elevate ed eseguite da pochi fornitori di beni e servizi per ciascun contribuente....Quindi si ritorna al punto di partenza...si possono scaricare spese di un certo importo fatte da un solo professionista, quindi pochi codici fiscali, che andrebbero riportati nella dichiarazione dei redditi e trasmessi all'Anagrafe tributaria...Questo significa però un uso limitato dello strumento, e non massivo, come si vorrebbe far credere....Il sistema dei controlli fiscali é fatto di tante tessere che si incastrano....chi vi dice che con una risolve il quadro é affetto da ciecità tributaria....Ne vede solo un pezzo, come nel quadro sotto, opera più volte richiamata dall'autore del blog
http://girofilosofia.blogspot.it/2011/11/bruegel-parabol a-dei-ciechi.html
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