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Cancellare gli adempimenti vessatori e chiedere tributi semplici e accertabili PDF Stampa E-mail
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Economia, diritto e tributi
Scritto da Administrator   
Martedì 22 Febbraio 2011 12:15

Riportiamo di seguito un articolo comparso il 21 Febbraio 2011
su Affari & Finanza

«Da sempre le tasse si pagano quando qualcuno le richiede, ma nel mondo industrializzato il fisco non le richiede più direttamente, ma “attraverso le aziende”: sono loro il crocevia dove il lavoro manuale, quello intellettuale organizzativo, il capitale e gli immobili si fondono per generare la ricchezza moderna». Parte da lontano Raffaello Lupi, ordinario di Diritto tributario e Scienza delle finanze all’Università Tor Vergata di Roma, ma arriva subito ad una conclusione: «Le aziende sono l’esattore del terzo millennio, cui il fisco impone di richiedere le imposte a dipendenti, consulenti, fornitori, consumatori, risparmiatori ed, infine, agli stessi imprenditori. Senza riferire all’azienda le imposte di terzi, arrivando a cifre da capogiro — aggiunge Lupi — il confronto classico è invece connesso alla solita domanda se vogliamo pagare “con fattura” o senza: dove 100 euro di compenso se ne portano dietro circa 60 tra imposte e contributi, immaginando una aliquota Irpef del 30 per cento».

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Platone, Socrate e le tasse PDF Stampa E-mail
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Economia, diritto e tributi
Scritto da Raffaello Lupi   
Mercoledì 16 Febbraio 2011 06:57

Giulio de Caprariis, economista presso il Centro Studi Confindustria, mi segnala questo passo da La Repubblica di Platone. Secondo Giulio de Caprariis colpisce il tono più che la tesi (è Trasimaco che sta criticando Socrate esponendo la sua teoria della giustizia come utile del più forte), il tono di uno che afferma una cosa nota che risale alla notte dei tempi.


"(...) in qualunque modo un uomo giusto ci perde rispetto a un ingiusto. Ciò vale anzitutto nei contratti di affari: ogni volta che siassociano un giusto e un ingiusto, non troverai mai che allo scigliersi della società il giusto ci guadagni sull'ingiusto, bensì che ci perde. Poi, nei rapporti con lo Stato: quando ci siano tributi da pagare, il giusto a parità di condizioni paga di più e l'altro di meno; e quando c'è da ricevere, l'uno non guadagna nulla e l'altro molto."
La Repubblica, Libro I, 343d

A me sembrano riduttivi i compartimenti stagni

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Sistemiamo i giudici (nella tassazione attraverso le aziende!) PDF Stampa E-mail
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Economia, diritto e tributi
Scritto da Raffaello Lupi   
Martedì 15 Febbraio 2011 16:10

"Sistemare i giudici" vuol dire chiedersi quale sia il loro posto in una materia di matrice amministrativistica. Dove cioè i privati interagiscono  con una autorità pubblica, che costituisce il primo punto di riferimento della nostra materia. Un punto di riferimento "amministrativistico" che nel tempo è stato anche l'unico, quando il solo ricorso contro i provvedimenti  fiscali era quello gerarchico-politico;  è una premessa essenziale per inserire il  giudice sulla matrice amministrativistica del diritto tributario, come "controllore dell'azione amministrativa".

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