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I siti della fondazione studi tributari

Questo sito si dirige alle classi dirigenti e agli  opinion makers interessati alla tassazione, mentre per gli operatori del settore  fondazionestuditributari.com

Sugli aspetti giuridici dell'organizzazione sociale in genere http://organizzazionesociale.com/

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LA SPIEGAZIONE ANTROPOMORFA DELL’AZIENDA, LE SUE DIMENSIONI, LA RICCHEZZA PROPRIA E QUELLA ALTRUI PDF Stampa E-mail
Aziende come esattori del III millenio
Scritto da Administrator   
Martedì 07 Giugno 2011 10:56

L’azienda non si sottrae alla tendenza umana ad utilizzare quello che si conosce per spiegare quello che non si conosce. Come un tempo si personificavano i fiumi, le montagne, i venti e altre entità inanimate, a maggior ragione lo si fa oggi per le organizzazioni sociali, che dopotutto sono fatte da uomini, come appunto l’azienda.  Questa viene vista come un grosso commerciante o un grosso artigiano, traslando su di essa i vizi e le virtù di questi individui. Si trascura così la crescita e l’oggettivizzazione dell’azienda, il suo diventare un gruppo di persone che si condizionano a vicenda e la sua funzione di esattore del fisco.  Tale funzione è strettamente connessa con le dimensioni e con l’organizzazione aziendale, nel senso che la vasta dimensione economica dell’azienda le permette di disporre di ricchezza altrui. L’utile degli autonomi che hanno rapporti con le aziende è da queste evidenziato, con probabilità nella sua interezza, e quindi difficilmente occultabile. L’utile delle industrie invece può essere in una certa misura celato perché si può dichiarare perdita e “imbertarsi tutto l’utile”………


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Sulla ricchezza nascosta sempre al punto di partenza: rapporto tavolo di lavoro PDF Stampa E-mail
Tax & Media
Scritto da Raffaello Lupi   
Venerdì 03 Giugno 2011 16:54

Nessuna notizia fa più notizia di una "non notizia", cioè del rilancio di circostanze note da tempo immemorabile. Ma la società deve arrangiarsi da sola, nel capire le sperequazioni provocate dalla tassazione attraverso le aziende dove le aziende mancano o i loro proprietari mentono.Cosa volete che ci dicesse l'allegato rapporto (non riesco a caricarlo) redatto da elementi della classe dirigente, come il presidente dell'istat, e altri economisti, cultori della scienza sociale, dell'economia, ma non dei tributi? Cosa potevano fare se mancano  chiavi di lettura diffuse e condivise della tassazione attraverso le aziende? Potevano solo organizzare e ripetere quello che

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L’ASSEMBLEA DEI COMMERCIALISTI: IL MESTIERE DEL PRESIDENTE PDF Stampa E-mail
Tax & Media
Scritto da Administrator   
Venerdì 27 Maggio 2011 16:54

Leggendo il resoconto giornalistico del discorso del presidente del Consiglio Nazionale Claudio Siciliotti pronunciato all’Assemblea di categoria dello scorso 26 maggio si vede che c’è stato spazio per parlare di tutto, del debito pubblico, di statuto del contribuente, di immagini forti, come quelle dei giovani che attendono sul divano l’ora dell’aperitivo. Siciliotti si chiede come si combatte l’evasione e snocciola dieci punti, ben argomentati, ma estranei alla determinazione della ricchezza.

Tassare di meno i redditi da lavoro, smettere di privilegiare le rendite e l’irrazionalità del Irap, deduzioni e detrazioni, il rango costituzionale dello statuto del contribuente, riguardano il trattamento della ricchezza già determinata. Lo spesometro e il redditometro, i mezzi di pagamento elettronici,  sono un ottimo tranquillante politico, non è autosufficiente nella determinazione della ricchezza. Anche “Lasciare all’Agenzia il compito di elaborare le informazioni” ed escludere “ da misure cautelari chi per obbligo o per opzione si sottopone ad una certificazione fiscale” sono passaggi estranei alla determinazione della ricchezza.

Sono tutti messaggi subliminali che fanno breccia, ma i punti veri per la determinazione della ricchezza sono invece “punti freddi” che non entusiasmano le masse. Sono quelli di cui si parla su questo sito,  tipo estendere il contrasto di interessi laddove può arrivare, utilizzare le segnalazioni delle aziende rispetto a tutto il mondo del lavoro autonomo, una piccola sanzione per il compratore che non chiede la fattura sui grossi importi (non certo sanzionare il piccolo consumatore che non chiede uno scontrino fiscale di importi irrisori), magari negandogli le azioni giurisdizionali, superare il mito della determinazione ragioneristico-contabile della ricchezza nascosta, cercare di valutarla presuntivamente, non estendere alla fase dell’accertamento la precisione contabile che si riesce ad ottenere attraverso le aziende. sono discorsi logici e sistematici, sono tutti punti che funzionano, ma che non trascinano e non entusiasmano la platea composta da iscritti all’associazione, commercialisti sfiduciati che si vogliono sentire rappresentati da qualcuno carismatico e da questi rassicurati.

Il mestiere del presidente è quello di suscitare consenso, di rendere coesa la categoria. Dopotutto tutte le associazioni vivono di coesione e di consenso , interno ed esterno. Servono discorsi motivazionali per gli iscritti, toccando i loro punti sensibili, possono aiutare anche nella determinazione dei concetti. Ma non possono farsene carico al posto di qualcun altro.

 
Le ragioni del fallimento? Un gigantesco intreccio di equivoci PDF Stampa E-mail
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Teoria della tassazione
Scritto da Raffaello Lupi   
Domenica 10 Gennaio 2010 08:29

Il disorientamento esistente in italia sulla determinazione della ricchezza ai fini tributari può essere spiegato in vari modi, che ruotano attorno alla crisi delle scienze giuridiche, alla loro separazione rispetto all'economia e alla società. Questo buco nero tra discipline giuridiche ed economiche è particolarmente grave in materia

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Diritto tributario non si salva parlando tra tributaristi. Maiora premunt PDF Stampa E-mail
Tasse tra politica e tecnica
Scritto da Raffaello Lupi   
Sabato 28 Maggio 2011 20:28

Ormai , nel migliore dei casi, gli studiosi di diritto  tributario sono  avvocati intelligenti, che legittimamente utilizzano la cattedra come biglietto di presetazione per le proprie relazioni sociali. Lo faccio anch'io e non c'è nulla di male, a patto di produrre quelle sistematizzazioni di cui la società ha bisogno per capire la tassazione attraverso le aziende , invece
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L’eccesso di controlli e un rapporto poco sereno burocrazia-aziende PDF Stampa E-mail
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Economia, diritto e tributi
Scritto da Administrator   
Giovedì 28 Aprile 2011 14:25

Coglie di sorpresa la recente esternazione  del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, nel corso di una recente audizione in commissione Finanze alla Camera, secondo cui  «I controlli fiscali, gli accessi e le visite alle imprese sono eccessivi, con costi come tempo perso, stress, e occasioni di corruzione. Un’oppressione fiscale che dobbiamo interrompere». Il ministro ha sintetizzato in poche parole uno schema complesso di un rapporto non sereno tra imprese e amministrazioni pubbliche, più volte trattato sulle pagine di questo blog e della Rivista Dialoghi tributari, che si manifesta in questa occasione nella coesistenza dei troppi controlli inutili, e i troppo pochi controlli dove l'opinione pubblica ne sentirebbe il bisogno. Anche quest’episodio, il discorso di un ministro che indubbiamente conosce bene l’economia, conferma un quadro di incomprensione e diffidenza tra aziende, opinione pubblica, politica e burocrazia.

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deprocessualizzare per sdrammatizzare PDF Stampa E-mail
Controlli e contenzioso
Scritto da Raffaello Lupi   
Martedì 19 Aprile 2011 10:26

Il fisco è in uno stato di grande malessere e tensione, nel solco dell'inferno della ricchezza palese, altra faccia della medaglia del paradiso di quella nascosta, dove le aziende non arrivano, oppure da chi comanda nelle aziende. In gran parte questo squilibrio, nell'integrazione tra "richiesta delle imposte" da parte


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