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controlli fiscali 2011: da dove viene l'aumento PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

Il risultato globale del gettito da controlli fiscali 2011 sembra a prima vista lusinghiero. Entrano infatti 1,7 miliardi di euro in più. 12,7 miliardi contro 11 del 2010. Però bisognerebbe capire la provenienza di questo maggior gettito e il suo rapporto

con "il sommerso", con la ricchezza non registrata. Per capire in quale misura viene presentato come "scoperta di ricchezza non registrata" maggior gettito che deriva dalla reinterpretazione di ricchezza registrata male, secondo il fisco, oppure dall'incasso di imposte dichiarate e non versate. 

Partendo dall'aumento qualitativamente maggior bisognerebbe capire a cosa si riferisce il miliardo e cento rendicontato da liquidazioni di imposte dichiarate. Un pezzo di ricchezza nascosta finito qui può essere l'imputazione ai soci di redditi accertati alle società di persone, ma quanto volete che sia? Per il resto sarà gente che dichiarava e non versava, oppure controllo delle compensazioni indebite e degli oneri deducibili.

Vediamo la parte versata in adesione, circa la metà, l'unica ripartita per tipologia di contribuente, informazione che non risulta per le riscossioni da ruolo. Vengono verosimilmente da questioni di diritto, cioè di reinterpretazione giuridica, i 250 milioni in più dei grandi contribuenti, in gran parte quindi da antiabuso vero o presunto, come conferma la chiusura, a fine 2011, di tutte le posizioni aperte delle banche, che sembrano aver dato un miliardo. Al netto del quale, se così fosse, il "tutoraggio dei grandi contribuenti" sarebbe in deficit rispetto all'anno passato.

Da imprese minori e lavoratori autonomi, mostra un aumento di soli 30 milioni (da 1329 a 1361) e le medie dimensioni indicano un aumento di soli dieci milioni. Insomma la ricchezza nascosta non si trova. Anche le sei mila posizioni in più del sintetico e l'esiguo numero degli accertamenti bancari confermano la complessità di queste strade, e la difficoltà concettuale dell'agenzia di procedere da sola , senza un retroterra analitico, come noto inesistente per il fallimento di un'accademia appiattita sui materiali o sui proclami sociologici.

In realtà bisognerebbe mettere ordine nei numeri, cioè non farli "quadrare precisamente" , bensì collegare i numeri ai concetti, ad esempio capire cosa c'è dentro il "Controllo automatizzato dichiarazioni fiscali e controllo tassazione atti registrati" da cui vengono 5516 di riscosso. E che rapporto c'è tra questa cifra e quella che viene dalle iscrizioni a ruolo.

Abbastanza preoccupante, sul piano del controllo complessivo del territorio , pagina 4, in cui si cerca di prevenire l'obiezione sulla diminuzione di controllo del territorio parlando di una sua delega alla GDF. Solo che dal 2007 la somma di interventi GDF e Agenzia è fortemente diminuita. Il numero di interventi GDF diminuisce da 530 mila a 507 mila, e quelli dell'agenzia da 160 mila a 36 mila.

Bisognerebbe capire meglio quanto hanno pesato sui grandi contribuenti la definizione dell'elusione delle banche, e quanto queste hanno pagato nel 2011 , per valutare se al netto di questi concordati il tutoraggio dei grandi contribuenti potrebbe aver addirittura dato un minor gettito rispetto al passato, confermando quello che prevedevo qui , bisogna vedere come sono state inserite le richieste dei redditi c.d. "a tassazione separata". Bisogna spacchettare le entrate "da ruolo" , riferendole a tipologie di contribuenti e di ricchezza non registrata o registrata erroneamente, cosa per certi versi possibile con la tabella 4.3.3....comunque la sensazione è che sappiamo troppo poco, o ci dicono troppo poco, sulla geografia economica dei comportamenti fiscali.

 

 

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