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Home Evasione nelle aziende familiari Sulla dichiarazione infedele un condono permanente?
Sulla dichiarazione infedele un condono permanente? PDF Stampa E-mail
Scritto da Roberto Piergiovanni   

 Il “papocchio” del 3% “ salvaBerlusconi”  sembra avviarsi verso l'autorottamazione, come si poteva prevedere dai precedenti post di Lupi e Stevanato; si dovrebbe tornare al principio di buonsenso, prima che di civiltà, secondo cui il diritto penale, e quindi anche il diritto penale tributario, è

un diritto dell'“extrema ratio”. E quindi è legittimo ricorrervi solo per contrastare comportamenti ad elevato allarme sociale, solo che l'allarme sociale è valutato in assoluto, sulla somma evasa, non in proporzione a quanto il contribuente ha dichiarato.

In questi giorni i politici più vicini al Governo ci stanno spiegando, tra interviste ai giornali e presenze nei talk show, che la scelta politica in tema di contrasto all’evasione è quella di limitare il ricorso al diritto penale, tanto l’esperienza passata insegna che in galera per violazione al diritto penale tributario non ci va nessuno. Giusto.   

Ci è stato anche spiegato che è più efficace comminare sanzioni amministrative economiche salate , con il richiamato meccanismo della quadruplicazione dell’importo dell’imposta evasa, previsto dall’art 19 bis, anziché affidarsi alle lungaggini del processo penale. Francamente ci sembra una giustificazione sbilenca: se ci sono zone grigie, margini di incertezza, confusioni tra frode fiscale ed evasione interpretativa, e non si riescono a mettere a fuoco le frodi, è assurdo rispondere con una franchigia applicabile anche alle frodi. Siccome non so definire la frode, allora la depenalizzo in parte. Tuttavia la  disciplina del ravvedimento operoso ( per gli amanti dei commi, si tratta del 637) ha inserito una sorta di condono sempre attivabile dagli evasori fiscali, ancorchè penalmente perseguibili in base alle fattispecie sopra richiamate della bozza di D.Lgs. , in quanto, in estrema sintesi,  il ravvedimento operoso potrà essere utilizzato- a differenza di quanto accadeva in passato- anche dopo essere stati oggetto di un P.V. C . da parte del Fisco, con il quale siano stati constatati comportamenti di evasione penalmente rilevanti o sanzionabili in via amministrativa con le nuove sanzioni pari a quattro volte l’imposta evasa.   La dichiarazione infedele "semplice" ci sta dentro tutta, mentre la dichiarazione con documenti frodatori no. Bene, ma se io prendo soldi e non li dichiaro, con una alterata rappresentazione della realtà, anche di milioni, poi mi ravvedo , o aderisco al verbale, estinguo il reato puramente e semplicemente, anche senza l’inasprimento  delle sanzioni amministrative di cui all'art.19 bis. 

Pagando un quinto del minimo ( altro che il quadruplo! ) della sanzione amministrativa , se il pagamento avviene dopo la constatazione della violazione, la dichiarazione infedele è depenalizzata.   

Si sta profilando all’orizzonte una sorta di “corto circuito” tra le finalità dichiarate del nuovo diritto punitivo tributario e la nuova disciplina del ravvedimento operoso.   

Il nuovo ravvedimento operoso, attivabile anche dopo essere stati “pizzicati” dalla GdF , varrà come causa di estinzione di molti reati  "non fraudolenti" in base alla nuova formulazione dell’art 13 del D.Lgs 74/2000, che disciplina appunto le cause di estinzione dei reati tributari ; qualora ne dovesse essere riproposta dal Governo la formulazione contenuta nel Dlgs presentato in bozza prima di Natale.   

Questo scoordinamento si conferma ancora il clima di improvvisata confusione alla base del asticcio del 3%.   

 

   

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