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Home Aziende come esattori Per la coesione fiscale serve consapevolezza
Per la coesione fiscale serve consapevolezza PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

Mala tempora currunt , ma potrebbe andare peggio. Non sappiamo dove prenderli, ma almeno i soldi ci sono. Siamo ancora un paese industriale, mentre altri non hanno neppure gli occhi per piangere. Bisogna prendere soldi senza distruggere le aziende che li producono. Per questo la politica, le istituzioni, devono essere consapevoli della "tassazione attraverso le aziende", altrimenti cercheranno di salvaguardare consenso e coesione sociale solo  con la comunicazione. Ma la comunicazione senza contenuti non basta. E i contenuti sono quelli che proponiamo su questo sito, cioè "integrare la tassazione attraverso le aziende", dove queste non arrivano. Senza criminalizzare nessuno, perchè

le diversità di tassazione non dipendono dalla cattiveria  di qualcuno, ma da oggettive diversità di determinazione della ricchezza. Bisogna capire che il 60 percento del gettito viene da poche decine di migliaia di aziende organizzate, che fanno gratis gli esattori del fisco. Magari alcune di loro al tempo stesso nascondono a beneficio del proprietario, ma se non ci fossero la ricchezza del paese sarebbe minore. Saremmo come la Grecia, che è alla bancarotta perchè non è un paese industriale, ma è fatto prevalentemente di agricoltori, di autonomi evasori e dipendenti pubblici nullafacenti.  Se non si capisce la tassazione attraverso le aziende si è costretti a girare a vuoto, nel circolo vizioso dell'onestà e della disonestà, finendo per sprecare la maggior parte dei controlli proprio sulle aziende, e sul regime di vicende registrate, non sulla ricerca di eventuale ricchezza nascosta. Poi, per esigenze di annuncio e di coesione politico sociale, si lanciano proclami apparentemente antievasione, ma sostanzialmente inconcludenti, come quelli sul redditometro e lo spesometro. Insomma si gira a vuoto rispetto alla necessità di portare la richiesta delle imposte, in modo abbastanza esteso, dove le aziende non arrivano.  Non è una questione di "volontà politica", ma di comprensione da parte dell'opinione pubblica qualificata. Tra noi e la grecia ci sono solo quarantamila aziende, che sono l'unica cosa che funziona in Italia, apparentemente grandi, ma più piccole di quelle americane, cinesi, tedesche, francesi. Aziende a gestione manageriale, ma a proprietà familiare. Quindi fragili, e che fanno anche gli esattori delle imposte. Se distruggiamo quelle allora davvero "italiani greci una faccia una razza"

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